Notizia del dalla Redazione di Liquida
La Nutella è troppo grassa, condannata negli USA
La filiale Usa della Ferrero pagherà un risarcimento da oltre tre milioni di dollari per la pubblicità ingannevole della Nutella. La battaglia era cominciata da una mamma americana nel febbraio 2011
© lberto Pellaschiar/AP
Nel febbraio 2011 una mamma californiana inizia la sua crociata contro Nutella. La signora Athena Hohenberg denuncia le pubblicità diffuse in tv dalla filiale statunitense dell’azienda dolciaria italiana in quanto diffonderebbero un messaggio ben diverso da quello reale. Negli spot si parla di una colazione "equilibrata, gustosa e sana". Ma secondo Athena:
"La Nutella contiene troppi grassi saturi e zuccheri trattati. Due ingredienti che contribuiscono significativamente all'allarmante aumento dell'obesità infantile e che possono produrre problemi di salute per tutta la vita"
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Da allora si è aperta una vera e propria class action che ha costretto la Ferrero USA Inc. a modificare gli spot e a pagare un cospicuo risarcimento a causa della sua pubblicità fraudolenta. Il pagamento sarà suddiviso in due parti, uno per la California di 550.000 dollari, l'altro per il resto degli Stati Uniti di 2,5 milioni di dollari.
Il tribunale americano ha deciso che chiunque riesca a dimostrare di aver acquistato un barattolo di Nutella in USA tra l'1 gennaio 2008 e il 3 febbraio 2012 potrà presentare denuncia che costringerà il gigante dolciario di Alba a sborsare 4 dollari per ogni confezione comprata. Il risarcimento è però valido solamente per i consumatori che hanno aderito alla class action.
Dopo la sentenza di condanna, la filiale americana della Ferrero, ha accettato di cambiare la sua campagna marketing negli USA e di modificare l'etichetta presente sulla confezione dove saranno specificati i livelli di grassi e di zuccheri contenuti nel prodotto. Inoltre nuove correzioni saranno apportate anche al sito web dell'azienda e soprattutto saranno realizzati nuovi spot pubblicitari:
"La Ferrero Usa Inc. continua a sostenere il suo prodotto e s'impegna a migliorarne la qualità in moda da ottenere la soddisfazione dei consumatori. Crediamo che è nell'interesse della compagnia risolvere queste controversie e perciò abbiamo raggiunto un accordo con le parti interessate"
ha dichiarato un portavoce della filiale americana.
"L'accordo transattivo raggiunto da Ferrero negli Stati Uniti è relativo al solo contenzioso nato dalla pubblicità trasmessa negli Stati Uniti e alla conformità di quest'ultima alle esigenze della legislazione americana. Non vi è nessun tipo di necessità di correggere da parte dell'azienda i suoi comportamenti commerciali e pubblicitari negli altri paesi, né intervenendo sulla confezione del prodotto, né sul posizionamento di marketing"
si legge in un comunicato della multinazionale piemontese.