Notizia del dalla Redazione di Liquida
Il neonazista che usa la macchina come un'arma
Un 29enne ha lanciato la sua auto contro un gruppo anti-fascista. Il ragazzo dice di aver agito in preda al panico, ma Facebook alimenta il dubbio
Ha lanciato la sua auto contro un gruppo di manifestanti anti-fascisti ed è fuggito senza assistere i feriti.
Dopo il violento scontro è iniziato il processo contro il 29enne del Baden-Wuerttemberg accusato di tentato omicidio nei confronti di un gruppo attivisti anti-fascisti.
Il reato risale al primo ottobre scorso nei pressi di Friburgo nel luogo in cui si sarebbe dovuto tenere un incontro tra estremisti di destra. Il ragazzo è stato però colto all'improvviso dal sopraggiungere sul posto di un gruppo di manifestanti anti-fascisti. Preso dal panico, come lui stesso dichiara a sua difesa, allontanandosi dal punto d'incontro, avrebbe finito per investire i manifestanti.
Nella sua folle corsa, l'uomo ha ferito gravemente uno degli attivisti, un 21enne che è stato in seguito ricoverato in ospedale per emorragia celebrale in seguito all'impatto con il parabrezza dell'auto che lo ha travolto:
"Il mio cliente è traumatizzato", ha commentato Jens Janssen, avvocato del ragazzo ferito
Il 29enne è ben noto alle autorità: negli anni scorsi si era candidato tra le fila dei partiti di estrema destra ed è risaputa la sua attività nella scena politica di estrema destra. All'epoca dei fatti inotre stava scontando una sospensione condizionale della pena di sette mesi, a cui era stato condannato dal Tribunale distrettuale per aggressione a Offenburg.
L'intera struttura difensiva dell'uomo si fonda sulla presunto attacco di panico che lo ha colpito in quel momento e che lo ha spinto a fuggire senza curarsi del ragazzo rimasto a terra gravemente ferito. L'accusa invece contrappone la tesi secondo cui l'uomo di trovava sul luogo proprio per quello scopo. A sostegno di questa ipotesi ci sarebbero gli status pubblicati dal ragazzo su Facebook e che fanno pensare a una premeditazione.
Il giudizio sarà espresso a metà luglio dal tribunale.
(Annarita Ficco)