Notizia del dalla Redazione di Liquida
"Portiamo il porno nelle scuole"
La proposta shock di uno psicologo svizzero, che vuole rivedere l'articolo 197 del codice penale per permettere agli insegnanti di mostrare immagini pornografiche agli alunni
© @Keystone
Come esordio da neo delegato alle questioni maschili del Canton Zurigo, difficilmente avrebbe potuto trovare una sortita più sorprendente. Markus Theunert, psicologo, sociologo e presidente di manner.ch, organizzazione svizzera che racchiude sotto il suo ombrello le principali associazioni di uomini e padri, ha proposto di introdurre nel programma delle scuole primarie la visione di film hard, in modo da avere una base d'appoggio sulla quale costruire un vero e proprio dibattito sull'argomento. La proposta di Theunert, lanciata dalle colonne dell'edizione domenicale del quotidiano zurighese NZZ, parte da concetti chiari. "Oggi la schiacciante maggioranza dei minori ha già visto film pornografici, su internet o sul proprio smartphone. Ed i genitori preferiscono vietarlo invece che discuterne".
Visto che la legge attuale lo vieta, Theunert spera di poter modificare le misure che impediscono ai minori di visionare materiale pornografico. "Giusto qualche minuto di soft porn - spiega al giornale svizzero - perché un educatore sessuale possa discuterne con gli allievi". Come era naturale, le reazioni alla bizzarra proposta del delegato alle questioni maschili non si sono fatte attendere. Georges Pasquier, presidente del sindacato degli insegnanti romandi, ha definito l'idea "sorprendente", spiegando che "nelle scuole vengono affrontate già tutte le questioni che riguardano la sessualità, pornografia compresa".
Secondo Pasquier in ogni caso la diffusione di materiale hard resta molto delicata, anche se "tutto dipende da come viene proposta". Nemmeno per il consigliere nazionale svizzero Yves Nidegger l'idea di Theunert non è totalmente da scartare anche se "assurda dal punto di vista pedagogico". E il paragone utilizzato dall'eletta dell'UDC nel Cantone di Givevra sembra funzionare: "È come se facessimo fumare uno spinello a degli scolari prima di dissertare sul problema degli effetti nocivi della droga". Da parte cristiano-democratica invece il no che arriva alla proposta di Theunert è più determinato. "Va bene parlare di pornografia - concede Luc Barthassat - ma è inutile mostrare questo tipo di immagini, soprattutto a ragazzi che non le hanno mai viste".
Questa mattina il presidente di manner.ch ha contestato alla stampa di aver parzialmente travisato le sue parole. In una nota nega di aver sostenuto la necessità di incoraggiare la diffusione di materiale pornografico nelle scuole, ma di essersi limitato a rispondere ad un sondaggio lanciato dal Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFJP) relativo all'accordo del Consiglio Europeo per la protezione dei minori dallo sfruttamento sessuale e dagli abusi. Il passaggio controverso è legato all'articolo 197 del Codice penale svizzero, con l'associazione di Theunert che si dichiara disponibile a modificarlo per impedire che genitori ed insegnanti incorrano in sanzioni penali per aver fatto visionare materiale pornografico a minori di 16 anni anche in un contesto esplicitamente pedagogico. "I giovani non possono essere lasciati soli di fronte ad un campo così accessibile. Quello che vogliamo fare è mostrare la contraddizione esistente tra la legge e la realtà" ha aggiunto nella sua nota lo psicologo.