Notizia del dalla Redazione di Liquida
Storie di crudeltà e maltrattamenti sugli animali
I casi di abusi e violenze verso gli amici a quattro zampe sono in preoccupante aumento. Gli animalisti chiedono pene più severe conto chi uccide e tortura gli animali
Con l'aumento dei casi di violenza sugli animali, cresce anche l'attenzione dell'opinione pubblica che, sul tema, chiede pene più severe per i colpevoli di abusi sugli amici a quattro zampe.
A riaccendere i riflettori sul problema sono state le notizie di maltrattamenti ai danni di un cucciolo di labrador, aggredito e torturato a morte da un gruppo di ragazzi e la ferocia di chi sparandogli ha distrutto la vita di Mr. Kater, un gatto ora paralizzato dopo essere stato colpito alla spina dorsale da una serie di pallottole.
Secondo lo psicologo criminale Lüdke Christian:
"I colpevoli soffrono di un disturbo mentale e riversano la loro aggressività sui più deboli per sentirsi meglio"
Molte associazioni animaliste ritengono che il problema legato ai maltrattamenti e agli abbandoni derivi, almeno in parte, dalla mancanza di una vera e propria considerazione degli animali da compagnia. L’idea di inserire la dignità animale nella Costituzione è stata già adottata dagli ordinamenti svizzero, tedesco, cileno e brasiliano. In Italia, nel 2007 c’è stato un primo tentativo, fallito, a cui però non ne sono seguiti altri e che hanno lasciato gli animali sprovvisti di un loro status sociale.
Nonostante l’esistenza della direttiva europea 2010/63 per la salvaguardia del benessere degli animali impiegati ai fini scientifici, le lobby farmaceutiche autorizzano tortura e morte di 12 milioni di animali l’anno in Europa di cui 2.000 circa in Italia, in contraddizione con l’articolo 13 del trattato di Lisbona.
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